Fino a qualche mese fa si sentiva parlare solo di bonus di benvenuto caratterizzati da cifre pazzesche ma sempre legati al primo deposito. In alcuni casi dei casino, nella maggior parte dei casi, di dubbia fama, offrivano bonus a tempo, anche in questo caso con cifre elevatissime, per permettere al destinatario di giocare liberamente o limitatamente ad alcuni giochi entro l’intervallo di tempo, e nel caso, molto improbabile di chiudere le giocate in guadagno, avrebbe potuto tenersi il surplus e incassarlo: questo è stato il primo esempio di bonsu senza deposito.
Ma ovviamente la situazione è cambiata e gli stessi bonus si sono evoluti: le cifre pazzesche hanno lasciato spazio a cifre più abbordabili, quando rapportate al primo deposito, e i bonus senza deposito si sono fermati a cifre di poche decine di euro.
L’evoluzione dei casino bonus ha infine portato alla nascita di altre forme di bonus come quelli di fedeltà, indirizzati ai migliori giocatori per fidelizzarli ulteriormente, o quelli legati alla raccolta di punti comunque legati al volume delle scommesse. Ultimamente si è assistito anche ai bonus legati alle perdite, ovvero erogati sotto forma di restituzione di una parte o tutte le perdite subite sul primo deposito, per aiutare i giocatori a non scoraggiarsi nella fase iniziale. Un’esigenza primaria, considerata l’elevatissima percentuale di giocatori che lasciano i casino alle prime battute, sollecitati da una concorrenza agguerrita e capace di far leva suglia spetti più visibili: i bonus stessi.